Andrea e l'Inconcepibile Urbano: luogo dell'arte e (anche) della memoria

Ponte VecchioInconcepibile urbano; due parole, una locuzione. Il significato, il valore aggiunto risiede soprattutto nell'accostamento, nella relazione. Doverosamente ricordo che la primogenitura dell'espressione Inconcepibile Urbano (ma potrebbesi scrivere anche inconcepibileurbano) appartiene a Riccardo Sforzi, che la usò come titolo di un articolo nell'oramai lontano 1982.

"Inconcepibile urbano", nasce dunque nel 1982, e diffondendosi da Firenze al Mugello, alle spiagge bianche (ma anche negli USA) tramite la parola, l'immagine, il WEB, cresce trasformandosi in un autonomo e progressivo movimento pittorico e non solo. In una logica ricorsiva è punto talora di arrivo, e altre volte di partenza, di ulteriori iniziative collaterali e, anche, di movimenti paralleli ("Cognati d'Italia", "Laboratorio Estivo Monte Argentario", "Ora non hai più scuse!"). Inconcepibile Urbano promuove/subisce disparate iniziative ed influenze (si ricordino ad esempio le serate periferical cult del "Maestrino" degli anni '80, nonché la valorizzazione svolta da Marcello Cossio (1921-2002), estimatore dell'idea fino a diventarne esponente e cofondatore assieme ai suddetti "Cognati d'Italia" ovvero Andrea Spinelli, Roberto Della Lena, Riccardo Sforzi (cofondatori del movimento "nonostante cognati", o forse "proprio perché cognati").

City SightseeingInconcepibile urbano, venendo allo specifico, traendo dalla letteratura, non vastissima, ma sicuramente esaustiva, è riconoscere il bello, l'affascinante, la piacevolezza estetica fatta di e provocata da accostamenti urbani ardimentosi e improbabili, ma pur veri (esistenti!) Ecco dunque tabernacoli e distributori di benzina, capitelli di ellenica tradizione ed edilizia caotica fine anni 60 e oltre, cinema a luci rosse e mercerie d'altri tempi, segnaletica stradale, cartellonistica pubblicitaria e commerciale, scritte murali, altri grafemi urbani. E gli accostamenti non sono solo compositivi e cromatici, ma anche e soprattutto, grammaticali, semantici (e oltre). Nascono risultati sorprendenti, ora banalmente stridenti, ora semplicemente complementari, ora involontariamente comici, fino a mirabilmente stupefacenti, e spettacolarmente paradossali.

Inconcepibile urbano in questo senso appare molto più del contrario di concepibile urbano, a significare che le sorprese visive che le nostre città, le nostre periferie ogni giorno possono generare ed offrire alla nostra osservazione, sono (e, probabilmente, sempre di più saranno) al di là di ogni nostra immaginazione.

Poste ItalianeDi Inconcepibile urbano parla oggi Andrea Spinelli attraverso le sue tele; di Andrea Spinelli oggi sono chiamato a parlare, a scrivere. Lo faccio semplicemente, lo rifaccio dopo molti anni, con lo stesso piacere. Andrea presenta una sintesi delle immagini degli ultimi anni del secolo scorso e di quello da poco iniziato. Artista a tutto tondo, capace di muoversi con grande disinvoltura dalla pittura all'incisione, con incursioni nella scultura, in questa occasione offre molto spazio alla sua contaminazione da Inconcepibile Urbano (il suo ricordato spessore artistico avrebbe consentito di chiamare questa mostra anche nonsoloinconcepibileurbano). Della suddetta contaminazione troviamo traccia già nel 1991 "Un equilibrio tra una riproduzione compiaciuta della realtà e una sua interpretazione nelle più svariate direzioni e dimensioni è alla base di tutta la Sua produzione artistica. Squarci di vita vissuta e non, di cronaca, di agglomerati urbani caotici, di rassicuranti stipiti e facciate in pietra serena, ma anche un'esagerata oggettistica metallica, furgoni, cartacce, muri imbrattati, e quasi tutto ciò che si può trovare in fondo ai ricordi o anche dentro l'antro di un robivecchi.".

Incidente a FiesoleAndrea dalla tecnica pittorica ineccepibile (fra l'altro figlio d'arte) con reminiscenze surrealiste, introduce dunque nella sua avventura pittorica (non continuamente, ma assai più che epidosicamente), elementi della vita quotidiana come manifesti strappati, automobili, neocineserie tecnologiche ed altri elementi ancora (lo spettatore può sbizzarrirsi). Ritornando alla originale citazione, se pensiamo ad una "metropoli personale che si sviluppa senza crescere, giustapponendo liberi pensieri, racconti segreti, invisibili vibrazioni", non possiamo che confermare non solo l'appartenenza forte di Andrea ad Inconcepibile Urbano, ma anche una propria personale ed originale declinazione. Gli elementi che Andrea inserisce nelle sue tele oggi come venti anni fa (vuoi animati, vuoi inanimati), apparentemente slegati e caotici, ad una più attenta lettura, fanno trasparire la presenza di una sorprendente regia: sono sapientemente accostati e maliziosamente (anche un po' irriverentemente) proposti; concorrono a creare quel mixer emozionale esplosivo che è una lettura, una delle più sofisticate, di Inconcepibile Urbano.

Roberto Della Lena

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